Lesaffre in the world

Join us on Lesaffre.com

FAQ

Sono un artigiano panificatore e desidero acquistare del lievito. A chi posso rivolgermi?
Grazie per aver scelto i prodotti Lesaffre. Per qualunque esigenza, la preghiamo di cliccare alla voce Contatti e di inviarci una mail. Sarà ricontattato al più presto dal servizio competente.

 

Sono un privato e desidero acquistare il vostro lievito. Posso contattarvi direttamente?

La ringraziamo per la preferenza accordataci. Potrà trovare il lievito Lesaffre presso i supermercati, gli ipermercati e i discount di tutta Italia. Il nostro lievito è proposto con il marchio Lievital sotto forma di cubetto da 25 g o da 2×25 g e con il marchio l’hirondelle sotto forma di cubetto da 2×25 g.
Ci contatti invece per eventuali suggerimenti e giudizi sulla qualità dei nostri prodotti, la nostra azienda sarà a sua disposizione per qualunque approfondimento.

 

Sono intollerante al glutine. Posso usare il lievito fresco?
Il lievito non contiene glutine. Tuttavia consigliamo di verificare sempre tutti gli ingredienti delle vostre ricette, in particolare se tra di essi vi è la farina. Esistono alcune farine senza glutine, come quella di mais, che possono essere utilizzate per la preparazione del pane.

 

Qual è la differenza tra il lievito fresco per panificazione e la polvere lievitante detta «lievito chimico»?

Il lievito fresco è un prodotto vivo. Le sue cellule hanno la caratteristica di trasformare gli zuccheri presenti nella farina in anidride carbonica con conseguente lievitazione della pasta.
Le polveri lievitanti sono sostanze chimiche, a base in genere di bicarbonato di sodio o ammonio e sali minerali, che agiscono direttamente in cottura: a temperature elevate si decompongono, liberando anidride carbonica nella pasta. I pani che prevedono l’utilizzo di questi composti sono pochi, si tratta prevalentemente di qualche specialità regionale come ad esempio la piadina romagnola.

 

Qual è la differenza tra il lievito fresco per la panificazione e il lievito di birra?

Il lievito di birra è costituito da colonie di “Saccharomyces Cerevisiae”, funghi microscopici unicellulari presenti in natura e capaci di moltiplicarsi rapidamente. Si ottiene attraverso un processo di fermentazione nel quale viene utilizzato come nutrimento un substrato zuccherino composto da melasso di barbabietola.
Si chiama di birra perché nell’800 Louis Pasteur scoprì che il lievito era anche responsabile della fermentazione del vino e della birra. Il lievito di birra ha un notevole valore nutritivo in quanto è ricco di proteine, aminoacidi essenziali, minerali e costituisce la più completa fonte di vitamine del gruppo B, rapidamente assimilabili e molto utili al nostro organismo.

 

Qual è la differenza tra il lievito fresco e secco?

Il lievito fresco contiene acqua. Si presenta sotto forma di un cubetto, molto friabile, dal colore bianco e dal classico profumo di “lievito”. Si scioglie facilmente e si conserva ad una temperatura compresa tra gli 0° e i 10° per circa 40 giorni.
Il lievito secco è un lievito fresco disidratato che si conserva per 2 anni.

 

Come devo utilizzare il lievito nell’impasto?

A mano
Dosare la quantità di lievito a seconda della ricetta (in genere 25 g di lievito per 500 g di farina) facendo sciogliere il lievito in acqua tiepida, aggiungerlo alla farina, iniziare la fase d’impasto (a mano prima e con il mattarello poi). Spianate la pasta e fatene un rettangolo di 50 cm circa di lunghezza e 15 di larghezza. Ripiegate i bordi verso il centro e ripetete l’operazione per una decina di volte.

 

Nell’impastatrice
Dosare la quantità di lievito a seconda della ricetta, aggiungere direttamente il lievito alla farina e impastare prima per 3 minuti circa a basa velocità, poi per 5 minuti a velocità elevata fino ad ottenere un impasto omogeneo.

 

Nella macchina del pane
Dosare la quantità di lievito a seconda della ricetta (in genere 25 g di lievito per 500 g di farina), sciogliere il lievito in acqua tiepida e aggiungerlo alla farina, iniziare la fase d’impasto (a mano prima e con il mattarello poi). Spianate la pasta e fatene un rettangolo di 50 cm circa di lunghezza e 15 di larghezza. Ripiegate i bordi verso il centro e ripetete l’operazione per una decina di volte.
Per l’impasto, scegliere il programma desiderato.

 

A quando risale la scoperta del lievito?

Scienziati e archeologi non sono affatto in grado di fissare il momento in cui fu scoperto il lievito naturale. Forse la scoperta fu del tutto casuale: un impasto di farina e acqua, dimenticato per qualche tempo in un angolo caldo e buio, che fermentò, gonfiandosi e acquisendo un sapore acido. Nonostante queste visibili trasformazioni, fu ugualmente messo a cuocere e quel che ne risultò fu un pane più soffice, leggero e appetibile.
Gli egizi furono i primi a perfezionare la fabbricazione del pane attraverso la lievitazione, portandolo a livelli artigianali con la definizione della figura professionale del fornaio. Nel corso della civiltà ellenica l’arte della panificazione compì notevoli progressi, ma sono stati però i Romani a dare alla lavorazione del pane un valore artigianale con l’uso di farine bianche e più dolci. A Roma i forni pubblici nacquero nel 168 a.C. e ai tempi di Augusto se ne contavano circa 400.
Il fenomeno, a quei tempi misterioso, della lievitazione, fu utilizzato per la produzione del pane e per millenni gli uomini utilizzarono una piccola porzione di impasto per produrre la lievitazione degli impasti successivi.
L’invenzione del microscopio permise al chimico francese Luis Pasteur, tra il 1846 e il 1857, di dimostrare che questo fenomeno era causato dal lievito, un microscopico organismo capace di trasformare gli zuccheri in anidride carbonica ed alcool.
Pasteur scoprì che il lievito era anche responsabile della fermentazione del vino e della birra, da qui il termine ancor oggi in uso, lievito di birra.

 

Perché Lesaffre Italia Spa è considerata un’azienda sostenibile?

L’impegno costante che Lesaffre Italia S.p.A dedica alla sostenibilità ambientale del territorio è ormai conosciuto da tutti. Lesaffre conferma la sua volontà di proporre prodotti e servizi di qualità, sviluppare l’innovazione in tutti gli ambiti della sua attività, favorire il rispetto e lo sviluppo dei suoi collaboratori durante tutto il loro percorso in azienda, monitorare e controllare attentamente le conseguenze della sua attività attraverso azioni di responsabilità ambientale.
I punti cardine della politica di Lesaffre Italia S.p.A sono:

la razionalizzazione delle fonti idriche ed energetiche;
il controllo delle emissioni in atmosfera;
la depurazione delle Acque Reflue;
la produzione di Eco prodotti e di compost (realizzazione di un’intera gamma che soddisfi le varie esigenze dei clienti, non solo a scopo fertilizzante).

 

Si devono considerare:

• ciclo delle materie prime;
• bilanci di masse ed energia;
• consumi di risorse;
• emissioni in aria, in acqua e nel suolo;
• rifiuti prodotti e loro caratteristiche;
• pressioni ambientali;
• tossicità per la salute umana e per l’ambiente.

 

Per ulteriori chiarimenti e informazioni in merito, contattateci al n° di Tel 0521 878011, inviate un fax al n° 0521 878035 o scriveteci una mail a lesaffre.lit@lesaffre.com.